Una vita come le altre

Una vita come le altre, di Bennet Alan, edizioni Adelphi
 
"Ci sono stati altri casi di malattia mentale nella vostra famiglia?". Comincia così, con la domanda di un assistente sociale dello Yorkshire, questo commovente viaggio interiore di Alan Bennett. Siamo nell'istituto psichiatrico dove l'anziana madre è stata ricoverata per una grave forma depressiva - così almeno viene definita. Comunque sì, ci sono stati altri casi in famiglia, ma lui non lo aveva mai saputo. È il padre a svelare per la prima volta, in un atto burocratico e liberatorio, la fine drammatica e segreta del nonno di Bennett, e a indurlo a esplorare le storie nascoste e dimenticate degli altri parenti.
Ma come si distingue la malattia mentale dalle manie, dalle fobie, dal silenzio, dall'infelicità? Da parte di uno scrittore che in passato non poteva "neanche togliersi la cravatta senza prima far circondare la casa da un cordone di polizia", un libro come questo è un dono inaspettato.
Solo di recente, infatti, Alan Bennett ha sentito il bisogno di dedicarsi a quell'attività vagamente disdicevole che è lo scrivere di sé. Cambiando tonalità, forse, rispetto agli scritti esilaranti e feroci che gli hanno dato la celebrità, ma sempre con lo stesso sguardo acuminato e instancabile. Uno sguardo di un'onestà dolente, poco caritatevole soprattutto verso le sue manchevo lezze. E l'umorismo? Sotteso - o forse sospeso - in ogni pagina come uno strumento di   interpretazione insostituibile, col quale ci si può destreggiare anche fra le tragedie
della vita.

Fonte: www.ibs.it

PER ME: storia difficile quella raccontata da Bennet, ricca di segreti, imbarazzi e stereotipi culturali. Racconta l'isolamento di un uomo che ha cercato di rispondere ai suoi perchè per molto tempo. Personalità introversa quella di Bennet, schiva e introspettiva...libro molto intelligente e di raffinata narrativa.
    

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