RISORSE POSITIVE PER SUPERARE LE DISCRIMINAZIONI

Cambiamo marcia alla ricerca di risorse
Nel panorama attuale degli argomenti a sostegno della "battaglia contro gli stereotipi di genere" si percepiscono delle grandi assenze..a cominciare dalle reali differenze biologiche tra i generi, dalla diversa intelligenza emotiva e soprattutto dai diversi obiettivi di vita.

Negli ultimi anni si è fatta una battaglia contro le discriminazioni basate sul genere dove in particolar modo sembra che il genere femminile ne paghi il prezzo più alto.

Viene data giustamente voce a chi ha avuto esperienze di discriminazione: a quelle donne che sono state motivate ad evolvere professionalmente, o accademicamente, o economicamente e che si sono viste discriminate, a quelle donne che si sono viste penalizzate o manipolate in quanto considerate con minor capacità e minor potere rispetto agli uomini. Ma raramente si dà spazio a quelle donne che invece sono riuscite a non farsi discriminare o hanno comunque trovato un modo per ottenere i propri risultati senza scendere ad insopportabili compromessi.
E' allora è interessante chiedersi e chiedere a queste donne come abbiano fatto..quali siano state le strategie messe in campo..perchè forse ora è arrivato il momento di "sensibilizzarci alle soluzioni e non più solo al problema".

Quindi proviamo a delineare quali possono essere le varibili che possono fare la differenza, a cui ogni persona possa ispirarsi per driblare la discriminazione.

Se parliamo della discriminazione di genere penalizzante le donne, sicuramente diventa importante focalizzarsi sulle reali motivazioni di vita e quindi le relative aspettative.
Avere le idee chiare sul tipo di vita che si vuole avere (famiglia, lavoro, rapporti sociali etc..) aiuta ad individuare quelle situazioni che si discostano troppo dai nostri desideri e quindi evitarle. Canalizzare le energie e le fatiche è il punto...perchè incaponirsi ad ottenere per forza un ruolo di potere all'interno di un'organizzazione di cui non condividiamo i valori e le dinamiche? 
Perchè sottostare ad umiliazioni di un capo solo per ottenere un posto di prestigio accanto ad una persona che comunque disprezziamo?
Vogliamo uno stipendio da super manager e quindi un impegno tale o preferiamo uno stipendio medio ed un impegno altrettanto? Queste sono domande a cui ognuno  dovrebbe provare a rispondere e solo poi decidere quale strada percorre. Allineare i nostri sforzi con i nostri obiettivi.

Siamo un uomo e non sentiamo che i messaggi di "super maschio-stakanovista-duro e puro" ci appartengono? Bene..prendiamone le distanze e scegliamo di vivere la personalità che abbiamo e non quella attesa. Scegliamo di avere comportamenti diversi in relazione ai nostri desideri, accontentiamoci di un lavoro normale se ci va bene, apprezziamo la nostra staticità se ci piace cosi e non rincorriamo la frenesia a tutti costi. Scegliere la qualità di vita che piace a noi e non quella che "il genere ci suggerisce".

Abbiamo figli maschi e ci viene detto che vanno educati al rispetto delle donne? Vero...ma diciamo al rispetto degli altri in generale!
E' altrettanto vero che se abbiamo 
figlie femmine possiamo suggerire un'educazione finalizzata al rispetto degli altri tutti (come sopra) e degli altri se stessi direi!
Perchè se è vero che dovremmo vivere 
in una società dove vieni rispettata a prescindere è anche vero che devi essere capace di individuare le situazioni potenzialmente pericolose, quindi forse una maggior sensibilizzazione su questo andrebbe fatta.
Aiuterebbe a combattere le situazioni di violenza, non guasterebbe imparare a "stare in campana!".

Parliamo poi della reattività..della capacità di mettere in primo piano soluzioni, di reagire, di esprimersi, di parlare e di proporsi..tutte attività che non  possono essere date in capo agli altri.
Non possono essere gli altri a chiedermi cosa voglio, cosa penso, cosa voglio fare, ma io devo cominciare ad esprimerlo.
Esternare le proprie esigenze 
è un altro dei punti.

Ed infine, ma forse è il principio, possiamo dire anche che l'autonomia è una grande risorsa?
Una cultura che proponga dei ruoli basati su una propria autonomia ed autosufficienza, 
oltre che sulla capacità di condivisione e di stare in gruppo, è una cultura che favorisce lo sviluppo di risorse e quindi disincentiva rapporti di dipendenza e sudditanza che spesso sono stati alla base di violenze di genere ed abusi.
Una donna che può contare su una propria cultura, una propria professione, sulla sua capacità di 
spostarsi, di informarsi, di gestire il proprio conto corrente, è una donna che ha le basi per scegliere la propria strada e per svincolarsi da rapporti sbilanciati e discriminanti, che siano di natura famigliare, relazionale e professionale.

Quindi possiamo cominciare a pensare di sensibilizzarci sulle soluzioni attive per combattere le discriminazioni di genere, possiamo pensare a qualcosa di più di slogan e post che gridano al brutto e cattivo, ma possiamo lanciare messaggi più costruttivi e meno vittimistici, dove diamo delle prospettive di auto-efficacia più concrete ed indubbiamente più efficaci?
Io penso di si...credo che il momento sia proprio arrivato.


Dr.ssa Laura Galuppi
Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale
www.lauragaluppi.it
Scrivi a: lauragaluppipsicologa@gmail.com
Tel. 338.8144743


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